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 A seguito della tesi di laurea sulla riqualificazione e sulla gestione del parco di Villa Duchessa di Galliera, ho collaborato con il Comune Genova ed ASTer nella redazione del progetto preliminare per il restauro dello stesso parco, occupandomi della ricerca storica per redigere un progetto il più vicino alle soluzioni adottate nell’800, rendendo il tutto filologicamente corretto. Il progetto preliminare prevedeva il restauro del giardino all’Italiana (primo lotto) e la collaborazione nella stesura dei progetti per il secondo lotto (Cascate, collezione delle azalee, agrumeto storico) sempre occupandomi della ricerca storica, archivistica e fotografica che è servita per la stesura del progetto definitivo.

 

La mostra, allestita nel MuDA di ALbissola Marina, ripercorreva la storia delle opere d’arte in ceramica prodotte nello stesso comune rivierasco per i grandi transatlantici italiani. Le opere in ceramica albisolese e savonese compaiono sui transatlantici a partire dagli anni venti del novecento, in coincidenza con l’interesse suscitato dalle Biennali e dalla Triennale delle Arti Decorative di Monza.  Contemporaneamente, nelle boutique di bordo, compaiono gli oggetti d’arte ed i buon ricordo realizzati dai maestri albisolesi e savonesi che producono ceramiche per la Navigazione Generale Italiana, per la Società Italiana Trasporti Marittimi e per il Lloyd Sabaudo (1920/1932). Souvenir, gadgets, posacenere che svolgevano funzione promozionale e che, contemporaneamente, erano oggetti dal gusto aggiornato e alla moda, oltre a possedere una provenienza artistica di riconosciuta fama. Un connubio che continuerà anche quando le società verranno unite sotto la bandiera della Italia Flotte Riunite nel 1932 e che vedrà comparire le opere delle produzioni di Mazzotti, della Casa dell’Arte, di Alba Docilia e di altre case ceramiche della provincia di Savona. Tra le realizzazioni più significative la piscina del supertransatlantico Rex. Nel secondo dopoguerra la ceramica avrà un ruolo fondamentale non solo per l’uso nelle boutique, ma quale vera e propria componente fondamentale nell’allestimento delle sale comuni dei transatlantici.  I quattro grandi pannelli di Lucio Fontana – creati nei laboratori della Mazzotti di Albisola - per il Conte Grande (entrato in servizio nel 1949), le varie sculture di artisti italiani pongono la ceramica non solo come elemento decorativo, ma come opera preminente negli allestimenti di Gio Ponti e Zoncada sulla “Flotta del Rinascimento”.  Edoardo Alfieri realizzò diversi bozzetti ceramici ad Albisola presso lo Studio Ernan Design per il pannello de “Il Convito” che sarebbe poi stato collocato a bordo della motonave Giulio Cesare. Nella mostra, grazie alla concessione dell’Archivio Alfieri Maisano, sarà esposto un bozzetto ceramico e diversi bozzetti cartacei che testimoniano le fasi di creazione del pannello stesso. Le opere di Emanuele Luzzati, a lungo collaboratore di Zoncada, si inseriscono in questo contesto per le navi della Società Italia e della Costa Crociere, oltre che le opere realizzate per unità minori; tra questi i pannelli in ceramica per l’Ausonia, la Stella Oceanis e per l’ultimo transatlantico di linea italiano: la Michelangelo (1964) usciti dalle fornaci di Pozzo Garitta. Nella mostra saranno esposti per la prima volta al pubblico frammenti e pannelli recuperati dal “cimitero delle navi” di Alang che Luzzati produsse per le navi Stella Oceanis e Stella Solaris. La mostra stessa è patrocinata dal Museo Luzzati e prestati dalla Galleria Faultline PM – Parigi Milano. Nella mostra troveranno posto spunti ed approfondimenti sugli aspetti architettonici e decorativi che hanno coinvolto la manifattura ceramica albisolese e savonese. Rimangono pochi e raffinati oggetti tra cui vasi, portagioie, vasi portafiore e piattini e prodotti per diversi transatlantici tra cui l’Andrea Doria, Conte Grande, Augustus e Principessa Mafalda.  

 

Le strutture industriali dismesse rappresentano sempre una sfida progettuale per la riconversione. Le strutture più antiche sono state ripensate ma conservate, sia nella volumetria sia nella cromia originaria, restaurando quanto di storico fosse più interessante e conservato.

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